lunedì 2 novembre 2009
domenica 4 ottobre 2009
sabato 3 ottobre 2009
Un incontro civile fra gente educata che
si alza in piedi e che si saluta,
un incontro un po’ anonimo reso più umano
da una cordiale stretta di mano.
Una mano appuntita, una mano un po’ tozza,
una mano indifesa che fa tenerezza,
una stretta di mano virile e fascista
che vuol dire: "Non sono un pederasta!".
Una mano un po’ timida, poco convinta,
tu parti deciso e lei ti fa la finta,
una mano furbetta da pubblicitario,
una mano pulita da commissario.
Una mano a spatola che scatta nervosa,
un’altra suadente, un po’ troppo affettuosa,
una mano imprecisa, una squallida mano
da socialdemocratico, da repubblicano.
Una mano da artista, tortuosa e impotente,
una mano da orso, pelosa e ignorante,
una mano commossa di chi ha tanti guai,
una mano da piovra che non ti lascia mai,
un carosello inutile, grottesco e giocondo
in questa palla gigante che poi è il mondo!
Un mondo di assurdi esseri umani,
un gioco abilissimo, un intreccio di mani,
ci comunichiamo così spudorati
quando ci siamo affezionati.
Mani educate di anziani signori,
mani abilissime di gente d’affari,
mani che ti lisciano con troppa simpatia
con un tocco morboso che sa di sacrestia,
un festival viscido e nauseabondo
in questa grande famiglia che poi è il mondo!
Mani di amici, di dottori, di insegnanti,
mani di attori, di divi, di cantanti,
mani di ministri che chiedono la fiducia,
mani sottili manovrate con ferocia.
Mani bianchissime, schifose da toccare,
mani inanellate di papi da baciare,
mani scivolose di esseri umani,
mani dappertutto, tantissime mani,
le guardo, mi sommergo, annego e sprofondo
in questo lago di merda che poi è il mondo!
Giorgio Gaber
domenica 27 settembre 2009
giovedì 17 settembre 2009
"Essere pronta, non vuol dire essere preparata;
non vuol dire aver previsto tutto;
questo è impossibile;
nessuno può farlo.
La vita è troppo grande, troppo sconosciuta ancora,
perché l'uomo possa dire:
"so cosa mi aspetta, voglio prepararmi".
"Essere pronta, non vuol dire essere preparata;
non vuol dire aver previsto tutto;
questo è impossibile;
nessuno può farlo.
La vita è troppo grande, troppo sconosciuta ancora,
perché l'uomo possa dire:
"so cosa mi aspetta, voglio prepararmi".
E' ancora troppo forte.
Viene con una violenza,
con un impeto che non risparmia nulla.
Tutto è scompigliato;
i nostri progetti, i nostri piani, i nostri programmi,
e tavolta il fine stesso che ci eravamo proposti.
Allora, se non siamo pronti,
avremo il coraggio e la volontà di ricostruire,
sulle rovine dei nostri sogni, altri sogni, altri progetti,
un nuovo edificio?
Essere pronta, non vuol dire essere preparata,
non vuol dire aver pevisto tutto;
questo è impossibile;
nessuno può farlo.
Essere pronta, vuol dire accettare la vita
vuol dire andare incontro al nuovo giorno;
tendere le braccia verso la sua ricchezza sconosciuta;
stare di fronte alle ore che vengono, calma e serena;
vuol dire vivere il presente con forza, coraggio e buona volontà,
senza temere il domani, né quel che accadrà dopodomani;
né quel che può accadere in un lontano futuro.
Il domani non è tuo. F
orse ti sarà rifiutato.
Perché ti esaurisci nella preparazione di domani
trascirando la giornata di oggi?
L'oggi ti appartiene. Ti è stato dato.
Accettalo come un'offerta della vita,
e fa' di questo giorno qualcosa di bello.
Domani - se un domani ti darà dato - farai la stessa cosa.
E dopodomani lo stesso;
e così di seguito, un giorno dopo l'altro, sino alla fine.
Essere pronta, vuol dire accettare la vita;
tutta la vita; come viene a noi;
con quel che ha di più bello e quel che ha di più triste;
con i suoi giorni leggeri che passano come farfalle,
e i suoi giorni gravosi che si trascinano come la nebbia sui campi bagnati.
Essere pronta, vuol dire essere disposta a fare quello che l'ora richiede;
vuol dire accettare con buona volontà.
Non è dalle tue parole che vedrò che sei pronta;
non è dalle tue azioni: è dal tuo atteggiamento di fronte alla vita; forse dal tuo sguardo.
Accettare...
E' molto. Non è tutto. Per essere pronta, bisogna aver scelto.
La vita è troppo ricca; ci sono troppe cose che ci attraggono e ci richiamano.
Le forze fisiche ed intellettuali di un uomo non bastano per abbracciare tutto e compiere tutto.
In questa diversità bisogna scegliere....
Hai scelto. Sei pronta."
Lézard
Soprattutto...niente scambio
lunedì 14 settembre 2009
domenica 13 settembre 2009
Per non dimenticare!
SI' ?????
domenica 21 giugno 2009
Le bambine dell'...non hanno paura di niente

Sono patate anonime, perchè ti sei dimenticato quali bulbi hai comprato, o li hai mescolati tra di loro nel sacchetto, e addio! Non li riconosci più.
Quindi, non hai proprio idea di che fiori nasceranno.
Ti sei persino dimenticato di averli un giorno affossati nella terra, quei bulbi. Non sai più nè dove nè quando.
Finchè in primavera i fiori nasceranno, e finalmente tu vedrai quel che hai piantato!
La schiusa dei bulbi...
Tulipani, giacinti, iris, mughetti e narcisi: un tripudio di fiori!
Naturalmente, lo sai meglio di me, il bello era quell'esserti dimenticato dei bulbi. Non ricordare cosa fossero, nè di averli mai interrati.
Cosa ne pensi?
...Gli schiavi non coltivano quasi mai fiori, tutto ciò che nella vita rappresenta un piacere è talmente lontano dalla loro portata e persino dai loro desideri! Questo pensiero mi colpì fin dall'infanzia e da allora ho sempre pensato che per coltivare dei fiori, in qualunque condizione ci si trovi, occorre avere dentro di sè una briciola di felicità...
"Le bambine dell'Avana non hanno paura di niente" B. Pitzorno

lunedì 15 giugno 2009

dì a mio figlio che vada a dormire,
perchè le cose che io ho da dire
non sono cose che deve sentir.
Proprio stamane là sul lavoro,
con il sorriso del caposezione,
mi è arrivata la liquidazion,
m'han licenziato senza pietà.
E la ragione è perchè ho scioperato
per la difesa dei nostri diritti,
per la difesa del mio sindacato,
del mio lavoro, della libertà .
Quando la lotta è di tutti per tutti
il tuo padrone, vedrai, cederà ;
se invece vince è perchè i crumiri
gli dan la forza che lui non ha.
Questo si è visto davanti ai cancelli:
noi si chiamava i compagni alla lotta,
ecco: il padrone fa un cenno, una mossa,
e un dopo l'altro cominciano a entrar.
O cara moglie, dovevi vederli
venir avanti curvati e piegati;
e noi gridare: crumiri, venduti!
e loro dritti senza piegar.
Quei poveretti facevano pena
ma dietro loro, la sul portone,
rideva allegro il porco padrone:
l'ho maledetto senza pietà .
O cara moglie, prima ho sbagliato,
dì a mio figlio che venga a sentire,
chè ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà
chè ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà.
lunedì 18 maggio 2009
L'uomo che piantava gli alberi

venerdì 15 maggio 2009
"Vivo nell'attimo irripetibile....

Ora è nascosta e ignota, e un secondo dopo sarà scoperta, svelata, sconosciuta. Avrà contorni netti, un volto, uno sguardo. Un sorriso che poi ti ruberà l'anima per sempre, solo suo.
Riconoscibile, amato, atteso...
Ma adesso non c'è. Non c'è ancora. Nulla appare. Il segreto è intonso, assoluto. Il segreto è un figlio non ancora nato.
Nessun attimo sarà mai più così.
L'attesa è questo: il labile confine tra ignoto e noto, immaginabile e tangibile. L'attesa è un soffio. Un vento.
Buonanotte dal lupo
sabato 9 maggio 2009
barbarie

Chi avesse dei suggerimenti è pregato di intervenire ed apportare un contributo personale per far luce sulla vicenda ed evitare disguidi spiacevoli.
Vorremmo evitare, infatti, di essere invitati a dover lasciare la carrozza per una errata valutazione iniziale....
Noi, già, si capisce poco e ciò che comprendiamo non corrisponde mai alla Verità, abbiamo una memoria storica a brevissimo termine, tranne che per il calcio...naturalmente
Poi ci poniamo troppi interrogativi!
Ad esempio, se uno si considera milanese, può salire sulla vettura per non-milanesi....giusto per non rimanere solo...sai si esce apposta per evitare la solitudine...
L'orientamento sessuale, conta?????
e se hai le mani sporche, che importa
tienile chiuse, nessuno le vedrà
Milano mia, portami via....ho troppo freddo, pena, schifo e non ne posso più
Ridammi indietro i miei 15 anni (Isa non ridere, ti prego) e una carrozza che tu sai (la seconda)...dove ci ritrovavamo tutti, ogni giorno, con la sola voglia di stare insieme!!!!!!!!
Quando le carrozze univano e viaggiavamo tutti nella medesima direzione:il rispetto
domenica 3 maggio 2009
sabato 2 maggio 2009

di Gianni Gandola e Federico Niccoli
Per molti mesi si è sviluppato un dibattito vivace tra chi, come noi, sosteneva che il tempo-pieno (inteso non come 40 ore, ma come scuola di qualità con le caratteristiche più volte illustrate) sarebbe sparito e i laudoteres gelminiani che, invece, garantivano non solo il mantenimento, ma addirittura l’espansione di quel modello pedagogico-didattico.
Con la pubblicazione degli organici di diritto per il prossimo anno le chiacchiere “stanno a zero”. Nella sola provincia di Milano si registra un taglio di ben 484 posti (314 posti comuni + 170 posti di lingua inglese). Questi tagli, come avevamo ampiamente previsto, si abbattono sulla scuola primaria milanese non in modo omogeneo, ma con differenziazioni importanti tra i plessi integralmente a tempo pieno , dove l’amministrazione ha utilizzato la politica della “riduzione del danno”, e i plessi a situazione mista (tp+modulo) nei quali il danno è irreparabile e si può tranquillamente dire “tempo-pieno, addio!”.
Esaminiamo con alcuni esempi le situazioni di caos (che non sarà “calmo” , ma “tempestoso”) che si verificheranno.
1° esempio
In un circolo con 13 classi a modulo e 24 classi a tempo pieno, tradizionalmente venivano assegnati almeno 18 posti per le 13 classi + 48 posti per le classi a tp+ almeno 4 posti di inglese per un totale di 70 posti in organico. L’Ufficio scolastico ha assegnato al circolo 64 posti complessivi con un taglio di 6 posti. In questo caso tutte le ore di compresenze (e neppure basteranno) delle 24 classi a tempo pieno dovranno essere utilizzate per consentire il funzionamento delle ex classi a modulo (rientri pomeridiani e refezioni), alle quali sono state assegnati solo 13 insegnanti. L’eliminazione delle compresenze abbatte –come abbiamo argomentato più volte- contestualmente la qualità del modello pedagogico del tempo-pieno, che dovrà essere inevitabilmente riconvertito in un tempo normale lungo. Questa è la situazione che si verificherà nella stragrande maggioranza dei circoli dei comuni della provincia di Milano e dei (pochi) circoli della città di Milano a situazione mista.
2° esempio
In un circolo della città di Milano con 39 classi a tempo-pieno l’assegnazione in regime di tp di qualità avrebbe comportato un organico di 78 posti comuni + almeno 4 posti di specialista di inglese per un totale di 82 posti. L’organico assegnato prevede, invece, 78 posti con un taglio secco di 4 posti, che equivalgono ad 88 ore, pari al taglio del 60% circa delle compresenze. E’ un caso meno tragico di quello riportato nel primo esempio, ma si avrà, comunque, l’esigenza di una rimodulazione complessiva del progetto didattico per rispondere ai bisogni asssistenziali, ma non certo ad un progetto pedagogico-didattico di qualità più volte illustrato su Scuolaoggi.
L’Ufficio scolastico provinciale ha fatto quel che poteva sulla base delle dotazioni organiche assegnate dal Ministero ed ha tentato un’operazione “sedativa”, garantendo a tutti almeno la quantità oraria di tempo-scuola richiesta dalle famiglie.
Ma le famiglie (si vedano le migliaia di iscrizioni recapitate su appositi moduli in via Ripamonti) avevano chiesto una scuola di qualità e la continuità didattica degli insegnanti assegnati alle classi. Nel tempo pieno spariranno le compresenze e nelle classi a modulo ci sarà un via-vai di insegnanti di riferimento, di religione, di vari maestri provenienti dalle classi a TP.
Sul piano amministrativo, poi, in quasi tutte le scuole , le segreterie saranno impegnate nel balletto delle graduatorie dei cosiddetti “perdenti posto” (cioè l’individuazione degli insegnanti soprannumeri).
L’ultimo coniglio tirato fuori dal cilindro ministeriale è la figura dello “spezzonista”, strano animale pedagogico mai sperimentato nella scuola primaria. Si tratterà di un certo numero di insegnanti, che saranno nominati non per l’intera cattedra di 22 ore, ma per un numero di ore a geometria variabile. Questa nuova figura è, ovviamente, del tutto coerente con la filosofia del “tappabuchi” in quelle situazioni nelle quali nonostante tutti i marchingegni organizzativi fin qui utilizzati mancheranno “ore” di insegnamento per far fronte almeno alle esigenze minime di copertura oraria delle classi dei vari circoli didattici.
Resta poi il mistero dei posti di sostegno. In organico di diritto è stata applicata quasi integralmente la formula ¼ , vale a dire 1 posto per ogni gruppo di 4 alunni in situazione di handicap, che non tiene conto delle situazioni di gravità certificate. Per arrivare alle media di 1 insegnante ogni 2 alunni h , occorreranno alla Provincia di Milano almeno 1000 posti nella sola scuola primaria. Avremo sorprese anche su questo fronte quando saranno definiti gli organici di fatto?
Ma se Atene piange, Sparta non ride. Anzi. Un solo esempio, eclatante, in un’altra provincia lombarda, Lodi. Qui, nel circolo di Lodivecchio, a fronte di 17 classi a tempo pieno invece di 34 insegnanti ne sono stati assegnati 28 (altro che doppio organico garantito alle classi a tempo pieno!). Pare che la scelta dell’USP sia stata quella di soddisfare tutte le nuove richieste di 40 ore sulle future classi prime togliendo posti a tempi pieni già avviati e consolidati. In questo caso si verifica un vero e proprio terremoto: salteranno non solo tutte le compresenze, ridotte a zero, ma anche la continuità didattica (la titolarità di molti docenti sulle classi) con possibili perdenti posto, rotazione di insegnanti da una classe all’altra, ecc.
maestrine dalle penne arcobaleno

venerdì 1 maggio 2009
domenica 19 aprile 2009
Appello all’obiezione di coscienza della scuola
La Costituzione della Repubblica italiana e lo Stato affidano alla Scuola, ai suoi dirigenti e ai suoi docenti il compito di garantire il diritto dei minori all’istruzione.
L’articolo 34 della Costituzione recita:
La scuola è aperta a tutti
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
L’ONU con la “Convenzione sui diritti dell’infanzia” affida agli stati nazionali lo stesso compito.
L’articolo 28 della Convenzione sui diritti dell’infanzia recita:
1) Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo all’educazione, e, in particolare, al fine di garantire l’esercizio di tale diritto in misura sempre maggiore e in base all’uguaglianza delle possibilità;
a) rendono l’insegnamento primario obbligatorio e gratuito per tutti;
b) incoraggiano l’organizzazione di varie forme di insegnamento; secondario sia generale che professionale, che saranno aperte a ogni fanciullo, e adottano misure adeguate come la gratuità dell’insegnamento e l’offerta di una sovvenzione finanziaria in caso di necessità;
c) garantiscono a tutti l’accesso all’insegnamento superiore con ogni mezzo appropriato, in funzione delle capacità di ognuno;
d) fanno in modo che l’informazione e l’orientamento scolastico e professionale siano aperte e accessibili a ogni fanciullo;
e) adotta misure per promuovere la regolarità della frequenza scolastica e la diminuzione del tasso di abbandono della scuola.
L’articolo 29 alla lettera d) sottolinea:preparare il fanciullo ad assumere le responsabilità della vita in una società libera, in uno spirito di comprensione, di pace, di tolleranza, di uguaglianza tra i sessi e di amicizia tra tutti i popoli e gruppi etnici, nazionali e religiosi e delle persone di origine autoctona.
La Costituzione italiana e la “Convenzione sui diritti dell’infanzia”, a quaranta anni di distanza, usano lo stesso linguaggio e sono sostenute dalla stessa etica, rispetto ai diritti dei minori e ai doveri dello stato.
Oggi, al contrario, nel nostro Paese il governo Berlusconi si appresta a esigere che docenti e dirigenti scolastici ignorino il Dettato costituzionale e I diritti sull’infanzia!Infatti il Disegno di legge sulla sicurezza, approvato in questi giorni al Senato e in discussione alla Camera dei deputati, istituendo il reato di soggiorno illegale per i migranti irregolari, implica che tutti i pubblici ufficiali, e perciò, in quanto tali, anche i docenti e i dirigenti scolastici, se a conoscenza del reato, sono tenuti a denunciarlo.
La CGIL e la FLC Cgil chiedono a tutti i docenti e dirigenti scolastici e alle loro associazioni professionali di non subire questa iniqua imposizione, che li costringerebbero a tradire la Costituzione italiana e il proprio ruolo di garanti dei diritti dei minori che vivono nel nostro paese, di qualsiasi colore, popolo o religione essi siano.
Mi vuoi bene anche se sono cattivo?

venerdì 17 aprile 2009
domenica 29 marzo 2009
La gentilezza è la delizia più grande dell'umanità (Marco Aurelio)

La gentilezza è diventata un piacere proibito. In un certo senso è sempre rischiosa perchè si fonda sulla sensibilità nei confronti degli altri e sulla capacità di identificarsi con i loro piaceri e con le loro sofferenze. Ma anche se il piacere della gentilezza è rischioso, è una delle cose più appaganti che abbiamo....
Siamo diventati tutti sostenitori di Hobbes, convinti di essere mossi solo dall'interesse personale. La gentilezza ispira diffidenza e le dimostrazioni pubbliche di generosità vengono liquidate come moralistiche e sentimentali...
Oggi la bontà è accettata solo nel rapporti tra genitori e figli. La capacità di farsi carico della vulnerabilità degli altri, e quindi della propria, è diventata un segno di debolezza... le nostre società hanno sviluppato una fobia per la gentilezza...ogni forma di compassione è autocommiserazione...Quest'idea riflette un sospetto diffuso nella modernità: la bontà è una forma superiore di egoismo o la forma più vigliacca di debolezza...
Di solito sappiamo cosa fare per essere gentili e ci accorgiamo quando qualcuno è gentile con noi. Ma la gentilezza ci fa sentire profondamente a disagio. Eppure è la cosa che ci manca di più...
Prendersi cura degli altri...ci rende pienamente umani.
La società moderna occidentale rifiuta questa verità e mette l'ndipendenza al di sopra di tutto....L'individualismo è un fenomeno molto recente....il capitalismo non è un sistema per gente dal cuore tenero...una società competitiva divisa in vincenti e perdenti, provoca ostilità e indifferenza. Chi viene sottoposto ad una pressione costante, si allontana dagli altri..La solidarietà diminuisce e la gentilezza divente troppo rischiosa. Cresce la paranoia e le persone cercano dei capri espiatori per la loro infelicità. Si diffonde la cultura della "durezza" e del cinismo, alimentata dall'invidiosa ammirazione per quelli che sembrano trionfare -i ricchi e i famosi- in un mondo dove si lotta con le unghie e con i denti.
Cosa si può fare?
La gentilezza è un'eperienza di cui non riusciamo a fare a meno...anche se potenzialmente superflua, come le vestigia di un'altra epoca. E tuttavia la desideriamo sapendo che la gentilezza...crea un coinvolgimento con gli altri che temiamo e allo stesso tempo cerchiamo con tutte le forze.
E' la gentilezza, quindi, che rende la vita degna di essere vissuta: ogni attacco contro le gentilerzza è un attacco contro le nostre speranze.
mm "Internazionale"
domenica 22 marzo 2009

sabato 14 marzo 2009
"feisbuc" "eccetto i morti, nessuno di noi è fallito"

lunedì 9 marzo 2009
domenica 22 febbraio 2009
Per alcuni il talento da coltivare è quello di tener duro, resistere.

giovedì 19 febbraio 2009
Il malamore è gramigna, cresce nei vasi dei nostri balconi

Gli uomini che venivano a prendere mia madre mi hanno vista...ero proprio una regina. Hanno parlato tra loro e con mia nonna, mi guardavano e ridevano, poi sono andati via. La mattina dopo la mamma piangeva. Mi ha detto solo "E' venuto il momento di partire, regina. Poi, quando avrai abbastanza soldi ti potrai sposare" Così ero felice...La nonna mi ha venduta per ottocento dollari. Moltissimi...Vai con questi uomini che ti portano dove avrai una casa più calda e un lavoro, non avere paura. Però io avevo paura, tanta. Ma la nonna era la nonna, la nonna decideva sempre per noi e io ero la sua regina. La sua ricchezza, ecco perchè. Era per me che pagavano tanto. Così sono andata. Avevo dodici anni. Come vostra figlia a dodici anni. Il viaggio è stato lunghissimo....Non voglio parlare di quel posto dove sono stata nè di quello che mi è successo. Non c'è niente da raccontare. Era uguale ogni giorno, orribile. Le ore non passavano mai. La gente che entrava non la vedevo neanche in faccia, non ricordo nessuno. Solo odore di umidità, puzzo, sudore, mani, vestiti sporchi. Non voglio parlare. Dopo un po' ho smesso di piangere perchè se piangi, nessuno ti vuole e ti buttiamo a mare. Ho avuto due figli, non so dove siano, li ho partoriti in casa,li hanno portati via.... Un giorno uno degli uomino che venivano mi ha picchiata,...mi ha tagliata dappertutto con un piccolo coltello, rideva, alla fine mi ha aperto la faccia. Sentivo il sangue non il dolore. Mi ha curata una donna che non parlava mai. Con il segno sulla faccia valevo di meno, non mi volevano più.....Non sono più bella come la prima stella della nottte, ho pensato solo. Non ho pianto. Ho pensato che forse sarei tornata a casa se ero brutta. Così ho cominciato a tagliarmi da sola. Sulle braccia, sul petto, sulla pancia. Ho segni dappertutto adesso. Ma ho fatto bene, lo sapevo che dovevo fare così: diventare brutta e farmi buttare via. Mi hanno butttata via infatti. Un giorno mi hanno fatta salire in macchina e mi hanno portata in un campo, pensavo che mi volessere ammazzare invece mi hanno solo fatta scendere. Vai, hanno detto...
mercoledì 18 febbraio 2009
martedì 17 febbraio 2009
sabato 14 febbraio 2009
giovedì 12 febbraio 2009
Qualcuno mette i voti


martedì 10 febbraio 2009
scuola: oggi si vota

sabato 7 febbraio 2009
L'essenziale è invisibile agli occhi

Non so veramente come avrei fatto senza il suo prezioso aiuto.
E' a lei che penso quando leggo le recenti "proposte indecenti" in merito all'emigrazione clandestina.
Purtroppo, noi umani, rimaniamo sempre nella fase delle operazioni concrete e comprendiamo solo ciò che viviamo direttamente (questo non ci impedisce, spesso, di esprimere pareri anche rispetto a ciò che conosciamo poco).
E' difficile per queste persone ottenere un permesso di soggiorno...e vivono delle vite già molto complicate senza dover infierire in altro modo.
Mi riferisco alla possibilità che viene data a i medici di denunciare o meno i clandestini che si rivolgono loro con il solo intento di ricevere prestazioni di carattere sanitario.
Se la vita è importante lo è sempre, in ogni circostanza.
Mi auguro che queste figure sanitarie siano prima di tutto persone.
Scopo del post: esprimere profonda indignazione
martedì 3 febbraio 2009
buon compleanno!

"Ma sei stata tu ad inventarlo....rise.E' buffo che tu ti stupisca.
Ma sei tu, sorrise...sei tu che mi hai rivelato quello che ho inventato..."
Con tutto l'amore del mondo
mamma
lunedì 2 febbraio 2009
Forse non lo sai, ma pure questo è amore...

giovedì 29 gennaio 2009
mercoledì 28 gennaio 2009
e lo chiamano tempo pieno

martedì 27 gennaio 2009
non servono lenti per capire ...

I registri con i voti...quale collegio ha votato????
Se il Dirigente li vuole vedere, devono essere aggiornati!!!
La mia memoria vacilla, per fortuna i dubbi superano le certezze
Peccato. Proprio oggi "giornata della memoria" per non dimenticare
Un pensiero a tutte le vittime di qualsiasi discriminazione..perche ricordare serve soprattutto a noi stessi
sabato 24 gennaio 2009
marteresa in un mare di lacrime: dalle stelle a maria stella

Scrivendo di scuola elementare.. .non posso fare a meno di recuperare alla memoria l'esperienza do componente della Commissione Fassino-Laeng...che, negli anni 1981-1983, elaborò i nuovi programmi della scuola elementare......
Una delle idee forti dei programmi del 1985 fu quella di allargare la nozione di alfabetizzazione per fondare quello che è stato denominato come "il bambino della ragione"...E per rendere la scuola elementare qualcosa di più della scuola degli elementi, del "leggere, scrivere e far di conto", ma una scuola che desse effettivo spazio autonomo al ragionamento scientifico, alla formazione storico-sociale, all'immagine e all'arte, alla musica e al movimento, alla drammatizzazione e alla lingua inglese....
E si parlò di pluralità di docenti per rendere più specializzati gli insegnanti elementari, che non potevano più essere tuttologi...
Leggendo il Decreto n. 137 (oggi legge 169/2008) con cui il ministro Gelmini manda all'aria l'attuale funzionamento della scuola primaria, senza alcuna consultazione tecnica, si resta a dir poco sconcertati,. Il riferimento è solo alla Finanziaria, come se la scuola assorbisse una gran parte del Pil....Nei provvedimenti della Gelmini c'è l'idea berlusconiana che i problemi complessi si affrontano con operazioni di grande semplificazione.
Il ritorno all'ordine e alle buone ,maniere sarebbe garantito dal cinque in condotta e dal recupero del grembiule, che, come ha scrtto il grande maestro Mario Lodi...può far credere che i bambini di una certa classe siano tutti eguali, mentre sono tutti e sempre molto diversi. Ed è di questa diversità che la scuola di deve far carico e che è senza dubbio uno dei punti di forza della nostra attuale scuola primaria: la quale è una scuola accogliente, che ha consentito una buona integrazione degli allievi disabili, con la presenza dell'insegnante di sostegno e la riduzione del numero degli alunni per classe....Ciò aumenta il rapporto generale insegnanti-alunni, ma costituisce una peculiarità positiva del nostro paese, perche, come è stato provato, dal punto di vista scolastico e personale, questo sistema fa progredire di più i bambini e i ragazzi in situazione di disabilità, i quali sono meglio sollecitati, anche accademicamente, dal contatto quotidiano con coetanei a sviluppo tipico....
Ma il problema proprio di questo anni è l'immissione massiccia...di bambini migranti, provenienti da culture e lingue diverse, di cui la legge 169/2008 non mostra alcuna contezza...La nostra scuola ha accolto in modo sostanzialmente soddisfacente gli studenti di lingua e cultura diversa da quella italiana.....Ed è l'interazione con i coetanei italiani in classe, nella ricreazione, nel gioco, nel momento della mensa, il fattore più importante di vera integrazione e apprendimento, in un'età in cui è molto più facile imparare la lingua e la cultura del paese di accoglienza....
senza dire dell'ingenuità docimologica di ritenere che ilvoto in decimi, inserito nella legge Gelmini e condiviso da molti, renda più precisa la verifica degli apprendimenti scolastici...
...l'introduzione del cinque in condotta...senza sapere che i modi per combattere le possibili tendenze asociali di alcuni ragazzi sono altri: ad esempio dar loro delle esperienze di vita, lavoro e apprendimento collaborativo...
Quando la Commissione Fasssino-Laeng elaborò le prime linee di sviluppo de quadro culturale-educativo della scuola elementare nel 1982, la bozza fu fatta circolare tra tutte le scuole elementari allora esistenti, per raccogliere poi le osservazioni e i commenti di tutti gli insegnanti del paese....
Un profondo valore, sviluppato,nei più di vent'anni passati da allora, dai nostri insegnanti elementari, è stato quello della collaborazione e della gestione collegiale del gruppo di ragazzi, rendendo possibile l'emergere di singole potenzialità e il poter rispondere a bisogni differenziati....
C. Pontecorvo